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Sale operatorie: dal modello al prodotto in un clic

Dai progetti in 3D di blocchi operatori completi realizzati con CATIA in ogni minimo dettaglio, SHD estrae con un solo clic tutti i dati per la successiva gestione delle commesse e dei fornitori esterni, oltre a una riproduzione fedelissima del blocco operatorio navigabile con strumenti di realtà virtuale.

Il cliente

Può una piccola realtà italiana con un organico di 30 persone, in un settore altamente specializzato e regolamentato come quello ospedaliero, reggere la concorrenza di grandi gruppi multinazionali con migliaia di addetti e ingenti risorse finanziarie? Sì, se ha visione, lungimiranza, organizzazione, efficienza e, non ultimo, gli strumenti giusti. SHD Italia, progetta, produce e installa da oltre 25 anni, in Italia e all’estero, blocchi operatori, reparti di terapia intensiva e reparti di rianimazione. A oggi l’azienda di Fontaneto d’Agogna, nell’alto novarese, ha prodotto e installato oltre 400 sale operatorie prefabbricate, alcune in funzione da 20 anni. “Con la proverbiale perseveranza degli italiani, siamo riusciti a erodere quote di mercato ai colossi tedeschi del settore, dimostrando che abbiamo altrettanta qualità, forse anche meglio,” afferma l’amministratore delegato Riccardo Torre. “E ci siamo riusciti anche grazie al contributo di Catia, che ci ha permesso di presentare in modo più efficace e chiaro le nostre soluzioni, consentendo anche a interlocutori non tecnici, tipicamente medici o dirigenti sanitari, di comprendere meglio allestimenti, colori, estetica, spazi… Il software di Dassault Systèmes riesce a evidenziare la qualità delle nostre proposte.”
 

Efficienza per progetti di tutte le dimensioni


I blocchi operatori realizzati da SHD possono avere un numero di sale variabile da due ad alcune decine. Il progetto di maggiore entità realizzato a oggi è un blocco da 32 sale operatorie nel nuovo polo ospedaliero di Verona, inaugurato da poco. “Gestiamo progetti piccolissimi da 50 mila Euro fino a grandi commesse da due milioni di Euro dove, escluso il rischio finanziario maggiore, l’impegno in termini di risorse, dinamiche e tempi organizzativi è molto simile,” spiega Torre. “Prima di adottare Catia, dovevamo necessariamente concentrare la nostra attenzione sui progetti più grandi, perché non avevamo una snellezza e un’efficienza operativa sufficienti. Oggi la situazione è cambiata, al punto che, ad esempio, possiamo guardare con interesse alla proposta di un’azienda che produce apparecchiature per endoscopia e ha individuato in SHD il partner ideale per fornire progetti chiavi in mano, tutti relativi a sale di piccole dimensioni.” Ogni progetto sviluppato da SHD parte dai rilevamenti in cantiere, sulla base dei quali viene realizzato e consegnato al cliente un progetto esecutivo entro tre settimane. “I tempi della progettazione in senso stretto sono facili da calcolare e difficilmente variabili o comprimibili,” dice Torre. “Il grosso vantaggio del sistema che abbiamo costruito attorno a Catia, grazie alla competenza e al supporto di Iperelle, si ha nelle fasi successive di layout, configurazione e gestione della commessa.” Iperelle, rivenditore certificato  Dassault Systèmes, ha accompagnato SHD verso la nuova dimensione della progettazione in 3D e della realtà virtuale. Come spiega Renzo Neve, responsabile sviluppo applicativo della società con sede principale a Monza, la grande flessibilità e configurabilità di Catia ha permesso di sviluppare una soluzione completa che copre tutte le esigenze di SHD, non solo in fase di progettazione, ma anche e soprattutto nella gestione efficiente delle commesse. “Una volta definito il layout della sala operatoria partendo da una libreria di template, tutti gli oggetti informatizzati vanno a posizionarsi nel layout, adattandosi automaticamente secondo una serie di regole, calcoli e dimensionamenti automatici,” spiega Neve. “Da un lato, le funzionalità avanzate di knowledge management di Catia consentono una forte automazione del processo di progettazione e, dall’altro, l’utilizzo di regole predefinite assicura il rispetto delle normative di settore e degli standard aziendali.” All’interno di una sala, oltre a pareti e accessori, SHD realizza anche speciali porte a tenuta stagna con automatismi, che prevedono varianti infinite impossibili da gestire con una semplice distinta di scelte di produzione. Per le porte è stato quindi sviluppato un configuratore interno a Catia: il progettista inserisce semplicemente le richieste del cliente, dopodiché il sistema “autoconfigura” la porta e genera tutti i dati per la produzione.

La valenza commerciale del 3D


SHD ha adottato Catia nel 2008 e implementato il software con configurazioni e personalizzazioni graduali. “Fino ad allora, i nostri prodotti erano più semplici e un classico CAD 2D era quindi sufficiente, anche se dovevamo poi estrapolare manualmente tutti i dati di produzione dal 2D,” ricorda Riccardo Torre. “La prima grande spinta all’adozione di Catia è stata però di natura squisitamente commerciale, cioè la possibilità di presentare il progetto ai dottori sotto forma di ambiente virtuale navigabile.” Grazie a Catia, infatti, i progettisti di SHD possono avere una visione d’insieme completa della sala operatoria e trasmetterla facilmente anche al cliente. Il progetto in 3D permette all’utente finale di verificare la giusta fruibilità degli spazi, dell’arredo e della strumentazione, soprattutto per funzioni amministrative, gestionali e decisionali che hanno meno dimestichezza con il disegno tecnico. Navigando all’interno del blocco operatorio con strumenti di realtà virtuale, anche questi utenti possono acquisire la massima consapevolezza possibile del risultato finale. “Per ambienti complessi o situazioni critiche vi è inoltre la possibilità di simulare movimenti, posture e raggiungibilità di oggetti o apparecchiature,” aggiunge Torre. “La reale visione di strumenti e accessori presenti in sala consente così di ottimizzare l’ergonomia all’interno del blocco operatorio. La valutazione dell’impatto estetico è importantissima, tanto che abbiamo sviluppato anche alcune applicazioni interattive con 3DVIA Virtools, nelle quali il cliente ha la possibilità di configurare accessori e colori della sala.” Oltre a questa valutazione “estetica”, il progetto in 3D realizzato con Catia costituisce un eccezionale strumento di verifica della progettazione per tutta la durata delle opere. Ogni fase di gestione e posa in opera del cantiere risulta facilmente monitorabile, perché tutto il processo di preparazione, fornitura e invio dei materiali è guidato direttamente dai dati di output, estremamente precisi e sequenziali, che Catia estrae direttamente dal layout virtuale. Questo permette di accorciare drasticamente i tempi per l’approvvigionamento dai vari fornitori esterni e l’invio dei materiali ai cantieri. A distanza di tre anni, infatti, Catia ha dato prova di offrire notevoli benefici in ambito gestionale. “Una volta terminato il progetto e ottenuta l’approvazione del cliente, è sufficiente premere un tasto per ottenere una distinta di produzione completa, una multi-BOM con tutti i componenti, le distinte di taglio dei pannelli per le pareti, il nesting, i quantitativi esatti e tutto ciò che serve per trasformazioni, lavorazioni, trattamenti e finiture a valle,” dice Torre. “Il vantaggio più grande ottenuto con Catia è che abbiamo ottimizzato e automatizzato l’onerosa compilazione degli ordini di lavorazione, che oggi vengono generati direttamente dal software di Dassault Systèmes sotto forma di fogli pronti per essere inviati ai fornitori esterni.”

Valorizzare le competenze


Dal 2011 l’attività di SHD ha una prevalenza sui mercati esteri, che hanno contribuito in misura determinante alla crescita dell’azienda, a fronte di un mercato italiano più difficile e inaffidabile. “Attualmente i mercati per noi più importanti sono India, Pakistan, Tailandia, Indonesia, Arabia Saudita, Giordania, Spagna, Emirati Arabi Uniti e Romania,” dice Torre. “I nostri concorrenti hanno fatto un grande lavoro di promozione delle sale operatorie prefabbricate in tutti i Paesi emergenti, sviluppando una cultura che meglio recepisce queste nuove tecnologie. SHD è oggi in grado di dare agli interlocutori di questi mercati la giusta immagine di azienda italiana competente e qualificata, anche grazie a uno strumento sofisticato come Catia che, a fronte di un investimento significativo di risorse e tempo, riesce a dimostrare come anche una piccola realtà come la nostra sia in grado di proporre soluzioni e tecnologie di alto livello.”

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